D.Lgs.coord 192/05 - 311/06

D.L. 29 Dicembre 2006
N° 311
TESTO COORDINATO
DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2006, n.311
Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192,
recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico
nell'edilizia.
(GU n. 26 del 1-2-2007- Suppl. Ordinario n.26)
testo in vigore dal: 2-2-2007
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE
relativa al rendimento energetico nell'edilizia;
Vista la direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul
rendimento energetico nell'edilizia;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, ed in particolare l'articolo 1, comma 4, che prevede che entro
un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi previsti, nel rispetto dei
principi e dei criteri direttivi fissati dalla legge medesima, il Governo puo' emanare, con la
procedura ivi indicata, disposizioni integrative e correttive dei decreti emanati;
Vista la legge 9 gennaio 1991, n. 10, ed in particolare il titolo II, recante norme per il contenimento
dei consumi di energia negli edifici;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, di attuazione della legge 9
gennaio 1991, n. 10;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Vista la legge 1° giugno 2002, n. 120;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
Vista la legge 23 agosto 2004, n. 239; Ritenuto opportuno apportare le modifiche e le integrazioni
necessarie, al fine di meglio conformare le disposizioni contenute nel predetto decreto legislativo
alla direttiva 2002/91/CE;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 ottobre
2006;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, reso nella seduta del 30 novembre 2006;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 22 dicembre 2006;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con i Ministri per gli affari regionali e le autonomie locali, degli affari esteri, della
giustizia, dell'economia e delle finanze, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle
infrastrutture;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
TITOLO I
PRINCIPI GENERALI
Art.1.
Finalità
1. Il presente decreto stabilisce i criteri, le condizioni e le modalità per migliorare le prestazioni
energetiche degli edifici al fine di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l'integrazione delle fonti
rinnovabili e la diversificazione energetica, contribuire a conseguire gli obiettivi nazionali di
limitazione delle emissioni di gas a effetto serra posti dal protocollo di Kyoto, promuovere la
competitività dei comparti più avanzati attraverso lo sviluppo tecnologico.
2. Il presente decreto disciplina in particolare:
a) la metodologia per il calcolo delle prestazioni energetiche integrate degli edifici;
b) l'applicazione di requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici;
c) i criteri generali per la certificazione energetica degli edifici;
d) le ispezioni periodiche degli impianti di climatizzazione;
e) i criteri per garantire la qualificazione e l'indipendenza degli esperti incaricati della certificazione
energetica e delle ispezioni degli impianti;
f) la raccolta delle informazioni e delle esperienze, delle elaborazioni e degli studi necessari
all'orientamento della politica energetica del settore;
g) la promozione dell'uso razionale dell'energia anche attraverso l'informazione e la
sensibilizzazione degli utenti finali, la formazione e l'aggiornamento degli operatori del settore.
3. Ai fini di cui al comma 1, lo Stato, le regioni e le province autonome, avvalendosi di meccanismi
di raccordo e cooperazione, predispongono programmi, interventi e strumenti volti, nel rispetto dei
principi di semplificazione e di coerenza normativa, alla:
a) attuazione omogenea e coordinata delle presenti norme;
b) sorveglianza dell'attuazione delle norme, anche attraverso la raccolta e l'elaborazione di
informazioni e di dati;
c) realizzazione di studi che consentano adeguamenti legislativi nel rispetto delle esigenze dei
cittadini e dello sviluppo del mercato;
d) promozione dell'uso razionale dell'energia e delle fonti rinnovabili, anche attraverso la
sensibilizzazione e l'informazione degli utenti finali.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10,
commi 2 e 3 del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del
Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali e' operato il rinvio.
Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee
(GUCE).
Note alle premesse:
• L'art. 76 della Costituzione stabilisce che l'esercizio della funzione legislativa non puo' essere delegato al
Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti
definiti.
• L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
• Il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 settembre 2005, n. 222
supplemento ordinario.
• La direttiva 2002/91/CE e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Comunita' europea n. L. 1 del 4 gennaio
2003.
• Si riporta il testo dell'art. 1, comma 4, della legge 31 ottobre 2003, n. 306, recante: «Disposizioni per
l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee. Legge comunitaria
2003.».
«4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla presente legge, il Governo puo' emanare, con la procedura
indicata nei commi 2 e 3, disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del comma
1».
• La legge 9 gennaio 1991, n. 10, reca: «Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso
razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia».
• Il decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, reca: «Regolamento recante norme per la
progettazione, l'istallazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del
contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10».
• Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, reca: «Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello
Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59».
• La legge 1° giugno 2002, n. 120, reca: «Ratifica ed esecuzione del Protocollo di Kyoto alla Convenzione
quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto l'11 dicembre 1997».
• Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, reca: «Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'art.
10 della legge 6 luglio 2002, n. 137».
• La legge 23 agosto 2004, n. 239, reca: «Riordino del settore energetico, nonche' delega al Governo per il
riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia».
• Si riporta il testo dell'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, recante: «Definizione ed
ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni,
delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali.», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 30 agosto 1997, n. 202.
«Art. 8 (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e Conferenza unificata).
1. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e' unificata per le materie ed i compiti di interesse
comune delle regioni, delle province, dei comuni e delle comunita' montane, con la Conferenza Statoregioni.
2. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e' presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri
o, per sua delega, dal Ministro dell'interno o dal Ministro per gli affari regionali nella materia di
rispettiva competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del tesoro e del bilancio e della
programmazione economica, il Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il Ministro della
sanita', il presidente dell'Associazione nazionale dei comuni d'Italia - ANCI, il presidente dell'Unione
province d'Italia - UPI ed il presidente dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti montani -
UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati dall'ANCI e sei presidenti di provincia
designati dall'UPI. Dei quattordici sindaci designati dall'ANCI cinque rappresentano le citta'
individuate dall'art. 17 della legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere invitati altri
membri del Governo, nonche' rappresentanti di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
3. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e' convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti
i casi il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne faccia richiesta il presidente dell'ANCI,
dell'UPI o dell'UNCEM.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e' convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le
sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli
affari regionali o, se tale incarico non e' conferito, dal Ministro dell'interno».
Art.2.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si definisce:
a) «edificio» e' un sistema costituito dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di
volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e
dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno; la superficie esterna che delimita
un edificio può confinare con tutti o alcuni di questi elementi: l'ambiente esterno, il terreno, altri
edifici; il termine può riferirsi a un intero edificio ovvero a parti di edificio progettate o ristrutturate
per essere utilizzate come unità immobiliari a se' stanti;
b) «edificio di nuova costruzione» e' un edificio per il quale la richiesta di permesso di costruire o
denuncia di inizio attività, comunque denominato, sia stata presentata successivamente alla data di
entrata in vigore del presente decreto;
c) «prestazione energetica, efficienza energetica ovvero rendimento di un edificio» e' la quantità
annua di energia effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria per soddisfare i
vari bisogni connessi ad un uso standard dell'edificio, compresi la climatizzazione invernale e
estiva, la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, la ventilazione e l'illuminazione.
Tale quantità viene espressa da uno o più descrittori che tengono conto della coibentazione, delle
caratteristiche tecniche e di installazione, della progettazione e della posizione in relazione agli
aspetti climatici, dell'esposizione al sole e dell'influenza delle strutture adiacenti, dell'esistenza di
sistemi di trasformazione propria di energia e degli altri fattori, compreso il clima degli ambienti
interni, che influenzano il fabbisogno energetico;
d) «attestato di certificazione energetica o di rendimento energetico dell'edificio» e' il documento
redatto nel rispetto delle norme contenute nel presente decreto, attestante la prestazione energetica
ed eventualmente alcuni parametri energetici caratteristici dell'edificio;
e) «cogenerazione» e' la produzione e l'utilizzo simultanei di energia meccanica o elettrica e di
energia termica a partire dai combustibili primari, nel rispetto di determinati criteri qualitativi di
efficienza energetica;
f) «sistema di condizionamento d'aria» e' il complesso di tutti i componenti necessari per un sistema
di trattamento dell'aria, attraverso il quale la temperatura e' controllata o può essere abbassata,
eventualmente in combinazione con il controllo della ventilazione, dell'umidità e della purezza
dell'aria;
g) «generatore di calore o caldaia» e' il complesso bruciatore-caldaia che permette di trasferire al
fluido termovettore il calore prodotto dalla combustione;
h) «potenza termica utile di un generatore di calore» e' la quantità di calore trasferita nell'unità di
tempo al fluido termovettore; l'unità di misura utilizzata e' il kW;
i) «pompa di calore» e' un dispositivo o un impianto che sottrae calore dall'ambiente esterno o da
una sorgente di calore a bassa temperatura e lo trasferisce all'ambiente a temperatura controllata;
l) «valori nominali delle potenze e dei rendimenti» sono i valori di potenza massima e di
rendimento di un apparecchio specificati e garantiti dal costruttore per il regime di funzionamento
continuo.
2. Ai fini del presente decreto si applicano, inoltre, le definizioni dell'allegato A.
Art.3.
Ambito di intervento
1. Salve le esclusioni di cui al comma 3, il presente decreto si applica, ai fini del contenimento
dei consumi energetici:
a) alla progettazione e realizzazione di edifici di nuova costruzione e degli impianti in essi
installati, di nuovi impianti installati in edifici esistenti, delle opere di ristrutturazione degli edifici
e degli impianti esistenti con le modalità e le eccezioni previste ai commi 2 e 3;
b) all’esercizio, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici degli edifici, anche
preesistenti, secondo quanto previsto agli articoli 7, 9 e 12;
c) alla certificazione energetica degli edifici, secondo quanto previsto all’articolo 6.”;
2. Nel caso di ristrutturazione di edifici esistenti, e per quanto riguarda i requisiti minimi
prestazionali di cui all'articolo 4, e' prevista un'applicazione graduale in relazione al tipo di
intervento. A tale fine, sono previsti diversi gradi di applicazione:
a) una applicazione integrale a tutto l'edificio nel caso di:
1) ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l'involucro di edifici esistenti di
superficie utile superiore a 1000 metri quadrati;
2) demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria di edifici esistenti di superficie utile
superiore a 1000 metri quadrati;
b) una applicazione integrale ma limitata al solo ampliamento dell'edificio nel caso che lo stesso
ampliamento risulti volumetricamente superiore al 20 per cento dell'intero edificio esistente;
c) una applicazione limitata al rispetto di specifici parametri, livelli prestazionali e prescrizioni, nel
caso di interventi su edifici esistenti, quali:
1) ristrutturazioni totali o parziali, manutenzione straordinaria dell’involucro edilizio e ampliamenti
volumetrici all’infuori di quanto già previsto alle lettere a) e b).”
2) nuova installazione di impianti termici in edifici esistenti o ristrutturazione degli stessi impianti;
3) sostituzione di generatori di calore.
3. Sono escluse dall'applicazione del presente decreto le seguenti categorie di edifici e di impianti:
a) gli immobili ricadenti nell'ambito della disciplina della parte seconda e dell'articolo 136, comma
1, lettere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e
del paesaggio nei casi in cui il rispetto delle prescrizioni implicherebbe una alterazione inaccettabile
del loro carattere o aspetto con particolare riferimento ai caratteri storici o artistici;
b) i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali quando gli ambienti sono riscaldati
per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non
altrimenti utilizzabili;
c) i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati.
c-bis) gli impianti installati ai fini del processo produttivo realizzato nell’edificio, anche se
utilizzati, in parte non preponderante, per gli usi tipici del settore civile.
Art.4.
Adozione di criteri generali, di una metodologia di calcolo e requisiti della prestazione energetica
1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con uno o più decreti
del Presidente della Repubblica, sono definiti:
a) i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al contenimento dei
consumi di energia e al raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 1, tenendo conto di quanto
riportato nell'allegato «B» e della destinazione d'uso degli edifici. Questi decreti disciplinano la
progettazione, l'installazione, l'esercizio, la manutenzione e l'ispezione degli impianti termici per la
climatizzazione invernale ed estiva degli edifici, per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici
sanitari e, limitatamente al settore terziario, per l'illuminazione artificiale degli edifici;
b) i criteri generali di prestazione energetica per l'edilizia sovvenzionata e convenzionata, nonche'
per l'edilizia pubblica e privata, anche riguardo alla ristrutturazione degli edifici esistenti e sono
indicate le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di
cui all'articolo 1, tenendo conto di quanto riportato nell'allegato «B» e della destinazione d'uso degli
edifici;
c) i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e
l'indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici
e l'ispezione degli impianti di climatizzazione. I requisiti minimi sono rivisti ogni cinque anni e
aggiornati in funzione dei progressi della tecnica.
2. I decreti di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro delle attività produttive, di
concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dell'ambiente e della
tutela del territorio, acquisita 1'intesa con la Conferenza unificata, sentiti il Consiglio nazionale
delle ricerche, di seguito denominato CNR, l'Ente per le nuove tecnologie l'energia e l'ambiente, di
seguito denominato ENEA, il Consiglio nazionale consumatori e utenti, di seguito denominato
CNCU.
Art. 5.
Meccanismi di cooperazione
1. Il Ministro delle attività produttive, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della tutela del
territorio e delle infrastrutture e dei trasporti, acquisita l'intesa con la Conferenza unificata,
promuove, senza nuovi o ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato, iniziative di raccordo,
concertazione e cooperazione per l'attuazione dei decreti di cui all'articolo 4, comma 1, anche con il
supporto dell'ENEA e del CNR, finalizzati a:
a) favorire l'integrazione della questione energetico ambientale nelle diverse politiche di settore;
b) sviluppare e qualificare i servizi energetici di pubblica utilità;
c) favorire la realizzazione di un sistema di ispezione degli impianti all'interno degli edifici,
minimizzando l'impatto e i costi di queste attività sugli utenti finali;
d) sviluppare un sistema per un'applicazione integrata ed omogenea su tutto il territorio nazionale
della normativa;
e) predispone progetti mirati, atti a favorire la qualificazione professionale e l'occupazione.
Art.6.
Certificazione energetica degli edifici
1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, gli edifici di nuova costruzione
e quelli di cui all'articolo 3, comma 2, lettera a), sono dotati, al termine della costruzione medesima
ed a cura del costruttore, di un attestato di certificazione energetica, redatto secondo i criteri e le
metodologie di cui all'articolo 4, comma 1.
1-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli edifici che non ricadono nel campo di
applicazione del comma 1 con la seguente gradualità temporale e con onere a carico del venditore o,
con riferimento al comma 4, del locatore:
a) a decorrere dal 1 luglio 2007, agli edifici di superficie utile superiore a 1000 metri quadrati, nel
caso di trasferimento a titolo oneroso dell’intero immobile;
b) a decorrere dal 1 luglio 2008, agli edifici di superficie utile fino a 1000 metri quadrati, nel caso
di trasferimento a titolo oneroso dell’intero immobile con l’esclusione delle singole unità
immobiliari;
c) a decorrere dal 1 luglio 2009 alle singole unità immobiliari, nel caso di trasferimento a titolo
oneroso.
1-ter. A decorrere dal 1 gennaio 2007, l’attestato di certificazione energetica dell’edificio o
dell’unità immobiliare interessata, conforme a quanto specificato al comma 6, è necessario per
accedere agli incentivi ed alle agevolazioni di qualsiasi natura, sia come sgravi fiscali o contributi a
carico di fondi pubblici o della generalità degli utenti, finalizzati al miglioramento delle prestazioni
energetiche dell’unità immobiliare, dell’edificio o degli impianti. Sono in ogni caso fatti salvi i
diritti acquisiti ed il legittimo affidamento in relazione ad iniziative già formalmente avviate a
realizzazione o notificate all’amministrazione competente, per le quali non necessita il preventivo
assenso o concessione da parte della medesima.
1-quater. A decorrere dal 1 luglio 2007, tutti i contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli
impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici, o nei quali figura comunque come
committente un soggetto pubblico, debbono prevedere la predisposizione dell’attestato di
certificazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare interessati entro i primi sei mesi di
vigenza contrattuale, con predisposizione ed esposizione al pubblico della targa energetica.
2. La certificazione per gli appartamenti di un condominio può fondarsi, oltre sulla valutazione
dell'appartamento interessato:
a) su una certificazione comune dell'intero edificio, per i condomini dotati di un impianto termico
comune;
b) sulla valutazione di un altro appartamento rappresentativo dello stesso condominio e della stessa
tipologia.
2-bis. Salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 2, l’attestato di qualificazione energetica può
essere predisposto a cura dell’interessato, al fine di semplificare il rilascio della certificazione
energetica, come precisato al comma 2 dell’allegato A
3. Nel caso di trasferimento a titolo oneroso di interi immobili o di singole unità immobiliari già
dotati di attestato di certificazione energetica in base ai commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater, detto
attestato è allegato all’atto di trasferimento a titolo oneroso, in originale o copia autenticata.
4. Nel caso di locazione di interi immobili o di singole unità immobiliari già dotati di attestato di
certificazione energetica in base ai commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater, detto attestato è messo a
disposizione del conduttore o ad esso consegnato in copia dichiarata dal proprietario conforme
all’originale in suo possesso.
5. L'attestato relativo alla certificazione energetica, rilasciato ai sensi del comma 1, ha una validità
temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio, ed e' aggiornato ad ogni intervento di
ristrutturazione che modifica la prestazione energetica dell'edificio o dell'impianto.
6. L'attestato di certificazione energetica comprende i dati relativi all'efficienza energetica propri
dell'edificio, i valori vigenti a norma di legge e valori di riferimento, che consentono ai cittadini di
valutare e confrontare la prestazione energetica dell'edificio. L'attestato e' corredato da suggerimenti
in merito agli interventi più significativi ed economicamente convenienti per il miglioramento della
predetta prestazione.
7. Negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico, la cui metratura utile totale supera i
1000 metri quadrati, l'attestato di certificazione energetica e' affisso nello stesso edificio a cui si
riferisce in luogo facilmente visibile per il pubblico.
8. Gli edifici di proprietà pubblica che sono oggetto dei programmi di cui all'articolo 13, comma 2,
dei decreti adottati dal Ministero delle attività produttive il 20 luglio 2004, sono tenuti al rispetto dei
commi 5 e 6 e all'affissione dell'attestato di certificazione energetica in luogo facilmente visibile al
pubblico.
9. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro delle
attività produttive, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio, delle
infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con la Conferenza unificata, avvalendosi delle metodologie di
calcolo definite con i decreti di cui all'articolo 4, comma 1, e tenuto conto di quanto previsto nei
commi precedenti, predispone Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici,
sentito il CNCU, prevedendo anche metodi semplificati che minimizzino gli oneri.
Art.7.
Esercizio e manutenzione degli impianti termici per la climatizzazione invernale e estiva
1. Il proprietario, il conduttore, l'amministratore di condominio, o per essi un terzo, che se ne
assume la responsabilità, mantiene in esercizio gli impianti e provvede affinche' siano eseguite le
operazioni di controllo e di manutenzione secondo le prescrizioni della normativa vigente.
2. L'operatore incaricato del controllo e della manutenzione degli impianti per la climatizzazione
invernale ed estiva, esegue dette attività a regola d'arte, nel rispetto della normativa vigente.
L'operatore, al termine delle medesime operazioni, ha l'obbligo di redigere e sottoscrivere un
rapporto di controllo tecnico conformemente ai modelli previsti dalle norme del presente decreto e
dalle norme di attuazione, in relazione alle tipologie e potenzialità dell'impianto, da rilasciare al
soggetto di cui al comma 1 che ne sottoscrive copia per ricevuta e presa visione.
Art.8.
Relazione tecnica, accertamenti e ispezioni
1. La documentazione progettuale di cui all'articolo 28, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10,
e' compilata secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro delle attività produttive, di
concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, da adottare entro centottanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentita la Conferenza unificata.
2. La conformità delle opere realizzate rispetto al progetto e alle sue eventuali varianti ed alla
relazione tecnica di cui al comma 1, nonché l’attestato di qualificazione energetica dell’edificio
come realizzato, devono essere asseverati dal direttore dei lavori, e presentati al Comune di
competenza contestualmente alla dichiarazione di fine lavori senza alcun onere aggiuntivo per il
committente. La dichiarazione di fine lavori è inefficace a qualsiasi titolo se la stessa non è
accompagnata da tale documentazione asseverata.
3 Una copia della documentazione di cui ai commi 1 e 2 è conservata dal Comune, anche ai fini
degli accertamenti di cui al comma 4. A tale scopo, il Comune può richiedere la consegna della
documentazione anche in forma informatica.
4. Il Comune, anche avvalendosi di esperti o di organismi esterni, qualificati e indipendenti,
definisce le modalità di controllo, ai fini del rispetto delle prescrizioni del presente decreto,
accertamenti e ispezioni in corso d'opera, ovvero entro cinque anni dalla data di fine lavori
dichiarata dal committente, volte a verificare la conformità alla documentazione progettuale di cui
al comma 1.
5. I Comuni effettuano le operazioni di cui al comma 4 anche su richiesta del committente,
dell'acquirente o del conduttore dell'immobile. Il costo degli accertamenti ed ispezioni di cui al
presente comma e' posto a carico dei richiedenti.
Art.9.
Funzioni delle regioni e degli enti locali
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono all'attuazione del presente
decreto.
2. Le autorità competenti realizzano, con cadenza periodica, privilegiando accordi tra gli enti locali
o anche attraverso altri organismi pubblici o privati di cui sia garantita la qualificazione e
l'indipendenza, gli accertamenti e le ispezioni necessarie all'osservanza delle norme relative al
contenimento dei consumi di energia nell'esercizio e manutenzione degli impianti di
climatizzazione e assicurano che la copertura dei costi avvenga con una equa ripartizione tra tutti gli
utenti finali e l'integrazione di questa attività nel sistema delle ispezioni degli impianti all'interno
degli edifici previsto all'articolo 1, comma 44, della legge 23 agosto 2004, n. 239, così da garantire
il minor onere e il minor impatto possibile a carico dei cittadini; tali attività, le cui metodologie e
requisiti degli operatori sono previsti dai decreti di cui all'articolo 4, comma 1, sono svolte secondo
principi di imparzialità, trasparenza, pubblicità, omogeneità territoriale e sono finalizzate a:
a) ridurre il consumo di energia e i livelli di emissioni inquinanti;
b) correggere le situazioni non conformi alle prescrizioni del presente decreto;
c) rispettare quanto prescritto all'articolo 7;
d) monitorare l'efficacia delle politiche pubbliche.
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, allo scopo di facilitare e
omogeneizzare territorialmente l'impegno degli enti o organismi preposti agli accertamenti e alle
ispezioni sugli edifici e sugli impianti, nonche' per adempiere in modo più efficace agli obblighi
previsti al comma 2, possono promuovere la realizzazione di programmi informatici per la
costituzione dei catasti degli impianti di climatizzazione presso le autorità competenti, senza nuovi
o maggiori oneri per gli enti interessati. In questo caso, stabilendo contestualmente l'obbligo per i
soggetti di cui all'articolo 7, comma 1, di comunicare ai Comuni le principali caratteristiche del
proprio impianto e le successive modifiche significative e per i soggetti di cui all'articolo 17 del
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1999, n. 551, di comunicare le informazioni
relative all'ubicazione e alla titolarità degli impianti riforniti negli ultimi dodici mesi.
3-bis Ai sensi dell’articolo 1, comma 3, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano in
accordo con gli Enti locali, predispongono entro il 31 dicembre 2008 un programma di
sensibilizzazione e riqualificazione energetica del parco immobiliare territoriale sviluppando in
particolare alcuni dei seguenti aspetti:
a) la realizzazione di campagne di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, anche in
collaborazione con le imprese distributrici di energia elettrica e gas, in attuazione dei decreti del
Ministro delle attività produttive 20 luglio 2004 concernenti l’efficienza energetica negli usi finali;
b) l’attivazione di accordi con le parti sociali interessate alla materia;
c) l’applicazione di un sistema di certificazione energetica coerente con i principi generali del
presente decreto legislativo;
d) la realizzazione di diagnosi energetiche a partire dagli edifici presumibilmente a più bassa
efficienza;
e) la definizione di regole coerenti con i principi generali del presente decreto legislativo per
eventuali sistemi di incentivazione locali;
f) la facoltà di promuovere, con istituti di credito, di strumenti di finanziamento agevolato
destinati alla realizzazione degli interventi di miglioramento individuati con le diagnosi energetiche
nell’attestato di certificazione energetica, o in occasione delle attività ispettive di cui all’allegato L,
comma 16.
3-ter Ai fini della predisposizione del programma di cui al comma 3-bis, i Comuni possono
richiedere ai proprietari e agli amministratori degli immobili nel territorio di competenza di fornire
gli elementi essenziali, complementari a quelli previsti per il catasto degli impianti di
climatizzazione di cui al comma 3, per la costituzione di un sistema informativo relativo agli usi
energetici degli edifici. A titolo esemplificativo, tra detti elementi, si segnalano: il volume lordo
climatizzato, la superficie utile corrispondente e i relativi consumi di combustibile e di energia
elettrica.
3-quater Su richiesta delle regioni e dei comuni, le aziende di distribuzione dell’energia
rendono disponibili i dati che le predette amministrazioni ritengono utili per i riscontri e le
elaborazioni necessarie alla migliore costituzione del sistema informativo di cui al comma 3-ter.
3-quinquies I dati di cui ai commi 3, 3-ter e 3-quater possono essere utilizzati dalla pubblica
amministrazione esclusivamente ai fini dell’applicazione del presente decreto legislativo.”
4. Per gli impianti che sono dotati di generatori di calore di età superiore a quindici anni, le autorità
competenti effettuano, con le stesse modalità previste al comma 2, ispezioni dell'impianto termico
nel suo complesso comprendendo una valutazione del rendimento medio stagionale del generatore e
una consulenza su interventi migliorativi che possono essere correlati.
5. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano riferiscono periodicamente alla
Conferenza unificata e ai Ministeri delle attività produttive, dell'ambiente e della tutela del territorio
e delle infrastrutture e dei trasporti, sullo stato di attuazione del presente decreto.
5-bis.Le regioni, le province autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali considerano, nelle
normative e negli strumenti di pianificazione ed urbanistici di competenza, le norme contenute nel
presente decreto, ponendo particolare attenzione alle soluzioni tipologiche e tecnologiche volte
all’uso razionale dell’energia e all’uso di fonti energetiche rinnovabili, con indicazioni anche in
ordine all’orientamento e alla conformazione degli edifici da realizzare per massimizzare lo
sfruttamento della radiazione solare e con particolare cura nel non penalizzare, in termini di volume
edificabile, le scelte conseguenti.
Art.10.
Monitoraggio, analisi, valutazione e adeguamento della normativa energetica nazionale e
regionale
1. Il Ministero delle attività produttive, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per quanto di rispettiva competenza ed
anche avvalendosi di accordi con enti tecnico scientifici e agenzie, pubblici e privati, provvedono a
rilevare il grado di attuazione del presente decreto, valutando i risultati conseguiti e proponendo
eventuali interventi di adeguamento normativo.
2. In particolare, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle seguenti
attività:
a) raccolta e aggiornamento dei dati e delle informazioni relativi agli usi finali dell'energia in
edilizia e la loro elaborazione su scala regionale per una conoscenza del patrimonio immobiliare
esistente nei suoi livelli prestazionali di riferimento;
b) monitoraggio dell'attuazione della legislazione regionale e nazionale vigente, del raggiungimento
degli obiettivi e delle problematiche inerenti;
c) valutazione dell'impatto sugli utenti finali dell'attuazione della legislazione di settore in termini di
adempimenti burocratici, oneri posti a loro carico e servizi resi;
d) valutazione dell'impatto del presente decreto e della legislazione di settore sul mercato
immobiliare regionale, sulle imprese di costruzione, di materiali e componenti per l'edilizia e su
quelle di produzione e di installazione e manutenzione di impianti di climatizzazione;
e) studio per lo sviluppo e l'evoluzione del quadro legislativo e regolamentare che superi gli ostacoli
normativi e di altra natura che impediscono il conseguimento degli obiettivi del presente decreto;
f) studio di scenari evolutivi in relazione alla domanda e all'offerta di energia del settore civile;
g) analisi e valutazione degli aspetti energetici e ambientali dell'intero processo edilizio, con
particolare attenzione alle nuove tecnologie e ai processi di produzione, trasporto, smaltimento e
demolizione;
h) proposta di provvedimenti e misure necessarie a uno sviluppo organico della normativa
energetica nazionale per l'uso efficiente dell'energia nel settore civile.
3. I risultati delle attività di cui al comma 2 sono trasmessi al Ministero delle attività produttive ed
al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, che provvedono a riunirli, elaborarli ed
integrarli con i risultati di analoghe attività autonome a livello nazionale, al fine di pervenire ad un
quadro conoscitivo unitario da trasmettere annualmente al Parlamento ad integrazione della
relazione prevista ai sensi dell'articolo 20 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, nonche' alla
Conferenza unificata. Il Ministero delle attività produttive ed il Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio provvedono altresì al monitoraggio della legislazione negli Stati membri
dell'Unione europea, per lo sviluppo di azioni in un contesto di metodologie ed esperienze il più
possibile coordinato, riferendone al Parlamento ed alla Conferenza unificata nell'ambito del quadro
conoscitivo di cui al periodo precedente.
TITOLO II
NORME TRANSITORIE
Art. 11.
Requisiti della prestazione energetica degli edifici
1. Fino alla data di entrata in vigore dei decreti di cui all'articolo 4, comma 1, il calcolo della
prestazione energetica degli edifici nella climatizzazione invernale ed, in particolare, il fabbisogno
annuo di energia primaria e' disciplinato dalla legge 9 gennaio 1991, n. 10, come modificata dal
presente decreto, dalle norme attuative e dalle disposizioni di cui all'allegato I.
1-bis Fino alla data di entrata in vigore delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica
degli edifici, di cui all’articolo 6, comma 9, l’attestato di certificazione energetica degli edifici è
sostituito a tutti gli effetti dall’attestato di qualificazione energetica rilasciato ai sensi dell’articolo 8,
comma 2 o da una equivalente procedura di certificazione energetica stabilita dal Comune con
proprio regolamento antecedente alla data dell’8 ottobre 2005”
1-ter Trascorsi dodici mesi dall’emanazione delle Linee guida nazionali di cui all’articolo 6
comma 9, l’attestato di qualificazione energetica e la equivalente procedura di certificazione
energetica stabilita dal Comune perdono la loro efficacia ai fini di cui al comma 1-bis.
Art. 12.
Esercizio, manutenzione e ispezione degli impianti termici
1. Fino alla data di entrata in vigore dei decreti di cui all'articolo 4, comma 1, il contenimento dei
consumi di energia nell'esercizio e manutenzione degli impianti termici esistenti per il
riscaldamento invernale, le ispezioni periodiche, e i requisiti minimi degli organismi esterni
incaricati delle ispezioni stesse sono disciplinati dagli articoli 7 e 9, dal decreto del Presidente della
Repubblica del 26 agosto 1993, n. 412, e successive modificazioni, e dalle disposizioni di cui
all'allegato L.
TITOLO III
DISPOSIZIONI FINALI
Art. 13.
Misure di accompagnamento
1. Il Ministero delle attività produttive, predispone programmi, progetti e strumenti di informazione,
educazione e formazione al risparmio energetico.
2. I programmi e i progetti di cui sopra privilegiano le sinergie di competenza e di risorse dei
pertinenti settori delle amministrazioni regionali e possono essere realizzati anche avvalendosi di
accordi con enti tecnico scientifici e agenzie, pubblici e privati. Gli stessi programmi e progetti
hanno come obiettivo:
a) la piena attuazione del presente decreto attraverso nuove e incisive forme di comunicazione
rivolte ai cittadini, e agli operatori del settore tecnico e del mercato immobiliare;
b) la sensibilizzazione degli utenti finali e della scuola con particolare attenzione alla presa di
coscienza che porti a modifiche dei comportamenti dei cittadini anche attraverso la diffusione di
indicatori che esprimono l'impatto energetico e ambientale a livello individuale e collettivo. Tra
questi indicatori, per immediatezza ed elevato contenuto comunicativo, si segnala l'impronta
ecologica;
c) l'aggiornamento del circuito professionale e la formazione di nuovi operatori per lo sviluppo e la
qualificazione di servizi, anche innovativi, nelle diverse fasi del processo edilizio con particolare
attenzione all'efficienza energetica e alla installazione e manutenzione degli impianti di
climatizzazione e illuminazione;
d) la formazione di esperti qualificati e indipendenti a cui affidare il sistema degli accertamenti e
delle ispezioni edili ed impiantistiche.
3. Le attività per il raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 2, lettere a) e b), sono integrate
nel piano nazionale di educazione e informazione sul risparmio e sull'uso efficiente dell'energia
realizzato dal Ministero delle attività produttive, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio, ai sensi dell'articolo 1 comma 119, lettera a), della legge 23 agosto 2004, n.
239, limitatamente agli anni 2005 e 2006. Gli strumenti predisposti nell'ambito di questa attività e i
risultati raggiunti sono resi disponibili alle regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
4. Le attività per il raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 2, lettere c) e d) competono alle
regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, che possono provvedervi nell'ambito delle
risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Art. 14.
Copertura finanziaria
1. All'attuazione del presente decreto, fatta eccezione per le misure di accompagnamento di cui
all'articolo 13, comma 3, si dovrà provvedere con le risorse umane, finanziarie e strumentali
disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
2. Agli oneri derivanti dalle misure di accompagnamento di cui all'articolo 13, comma 3, pari a euro
400.000 per ciascuno degli anni 2005 e 2006, si provvede mediante utilizzo delle risorse
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 119, lettera a), della legge 24 agosto 2004,
n. 239.
Art. 15.
Sanzioni
1. Il Professionista qualificato che rilascia la relazione di cui all'articolo 8 compilata senza il rispetto
delle modalità stabilite nel decreto di cui all'articolo 8, comma 1, o un attestato di certificazione o
qualificazione energetica senza il rispetto dei criteri e delle metodologie di cui all'articolo 4, comma
1, e' punito con la sanzione amministrativa pari al 30 per cento della parcella calcolata secondo la
vigente tariffa professionale.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, il professionista qualificato che rilascia la relazione di cui
all'articolo 8 o un attestato di certificazione o qualificazione energetica non veritieri, e' punito con la
sanzione amministrativa pari al 70 per cento della parcella calcolata secondo la vigente tariffa
professionale; in questo caso l'autorità che applica la sanzione deve darne comunicazione all'ordine
o al collegio professionale competente per i provvedimenti disciplinari conseguenti.
3. Il direttore dei lavori che omette di presentare al Comune l'asseverazione di conformità delle
opere e dell’attestato di qualificazione energetica, di cui all'articolo 8, comma 2, contestualmente
alla dichiarazione di fine lavori, e' punito con la sanzione amministrativa pari al 50 per cento della
parcella calcolata secondo vigente tariffa professionale; l'autorità che applica la sanzione deve darne
comunicazione all'ordine o al collegio professionale competente per i provvedimenti disciplinari
conseguenti.
4. Salvo che il fatto costituisca reato, il direttore dei lavori che presenta al Comune la asseverazione
di cui all’articolo 8, comma 2, nella quale attesta falsamente la correttezza dell’attestato di
qualificazione energetica o la conformità delle opere realizzate rispetto al progetto o alla relazione
tecnica di cui all’articolo 28, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, è punito con la sanzione
amministrativa di 5000 euro.
5. Il proprietario o il conduttore dell'unità immobiliare, l'amministratore del condominio, o
l'eventuale terzo che se ne e' assunta la responsabilità, che non ottempera a quanto stabilito
dell'articolo 7, comma 1, e' punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non
superiore a 3000 euro.
6. L'operatore incaricato del controllo e manutenzione, che non ottempera a quanto stabilito
all'articolo 7, comma 2, e' punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 1000 euro e non
superiore a 6000 euro. L'autorità che applica la sanzione deve darne comunicazione alla Camera di
commercio, industria, artigianato e agricoltura di appartenenza per i provvedimenti disciplinari
conseguenti.
7. Il costruttore che non consegna al proprietario, contestualmente all'immobile, l'originale della
certificazione energetica di cui all'articolo 6, comma 1, e' punito con la sanzione amministrativa non
inferiore a 5000 euro e non superiore a 30000 euro.
8. In caso di violazione dell'obbligo previsto dall'articolo 6, comma 3, il contratto e' nullo. La nullità
può essere fatta valere solo dall’acquirente.
9. In caso di violazione dell'obbligo previsto dall'articolo 6, comma 4, il contratto e' nullo. La nullità
può essere fatta valere solo dal conduttore.
Art. 16.
Abrogazioni e disposizioni finali
1. Sono abrogate le seguenti norme della legge 9 gennaio 1991, n. 10:
a) l’articolo 4, commi 1, 2 e 4; l’articolo 28, commi 3 e 4; l’articolo 29; l’articolo 30;
l’articolo 31 comma 2, l’articolo 33, commi 1 e 2; l’articolo 34, comma 3.
1-bis. Il comma 2, dell’articolo 26, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, è sostituito dal seguente:
2) Per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento del consumo energetico ed
all’utilizzazione delle fonti di energia di cui all’articolo 1, individuati attraverso un attestato di
certificazione energetica o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato, le pertinenti
decisioni condominiali sono valide se adottate con la maggioranza semplice delle quote millesimali.
2. Il decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, si applica, in quanto
compatibile con il presente decreto legislativo, e può essere modificato o abrogato con i decreti di
cui all’articolo 4. Di tale decreto sono abrogate le seguenti norme:
a) l’articolo 5, commi 1, 2, 3 e 4; l’articolo 7, comma 7; l’articolo 8; l’articolo 11, commi 4,
12, 14, 15, 16, 18, 19, 20.
3. E' abrogato l'articolo 1 del decreto del Ministro dell'industria commercio e artigianato in data 6
agosto 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 24 agosto 1994, recante recepimento
delle norme UNI attuative del decreto del Presidente della Repubblica del 26 agosto 1993, n. 412,
recante il regolamento per il contenimento dei consumi di energia degli impianti termici degli
edifici, e rettifica del valore limite del fabbisogno energetico normalizzato.
4. Gli allegati, che costituiscono parte integrante del presente decreto, sono modificati con decreto
del Ministro delle attività produttive, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della tutela del
territorio e delle infrastrutture e trasporti, sentita la Conferenza unificata, in conformità alle
modifiche tecniche rese necessarie dal progresso ovvero a quelle introdotte a livello comunitario a
norma dell'articolo 13 della legge 4 febbraio 2005, n. 11.
Art. 17.
Clausola di cedevolezza
1. In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma, della Costituzione, e fatto salvo
quanto previsto dall'articolo 16, comma 3, della legge 4 febbraio 2005, n. 11, per le norme afferenti
a materie di competenza esclusiva delle regioni e province autonome, le norme del presente decreto
e dei decreti ministeriali applicativi nelle materie di legislazione concorrente si applicano per le
regioni e province autonome che non abbiano ancora provveduto al recepimento della direttiva
2002/91/CE fino alla data di entrata in vigore della normativa di attuazione adottata da ciascuna
regione e provincia autonoma. Nel dettare la normativa di attuazione le regioni e le province
autonome sono tenute al rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dei principi
fondamentali desumibili dal presente decreto e dalla stessa direttiva 2002/91/CE.

Allegato unico
(Sono omessi gli allegati).

Normativa: